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venerdì, 22 maggio 2009

ecco il link al vecchio blog, che tornerà ad essere il nuovo blog... o forse diventeranno vecchi blog entrambi...

http://claravu.blog.kataweb.it/

postato da: Claravu alle ore maggio 22, 2009 08:05 | Link | commenti (2)
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martedì, 19 maggio 2009
mi sa che me ne torno di là... su kataweb. Qua mi piace il colore, ma mi sento sola.
postato da: Claravu alle ore maggio 19, 2009 22:08 | Link | commenti (2)
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martedì, 19 maggio 2009
Questa volta è strutturato, ricordo bene, non come quello un po' più vecchio, ma di cui ho solo una vaghissima immagina.

Mia nonna, l'unica sopravvissuta, ha 91 anni, èuna vecchietta carina, ama la vita anche se si lamenta sempre, è vedova e il suo egocentrismo l'ha aiutata nel superare il dolore più grande.
Domenica a pranzo da lei. Avevo paura di farla stancare, e invece ha cucinato, ha fatto a mano la pasta (e buona!).
Abbiamo parlato dei parenti morti, del passato. Spesso ripete sempre le stesse cose, ma questa volta è uscito un racconto nuovo, come quando cammini sulla spiaggia e trovi una conchiglia bellissima e colorata.

Quando avevo poco meno di tre anni, il nonno appena andato in pensione sono partiti per andare a trovare i parenti emigrati tanti anni prima. Erano andati a cercar fortuna e si erano costruiti una famiglia, figli, nipoti laggiù, dall'altra parte dell'oceano.

Sulla mia casa passavano spesso gli aerei... forse militari che si esercitavano, non so. E capitava spesso che passassero il muro del suono. Quell'enorme BOOOOOOOOM, sulla mia testa, con il cielo azzurro, inaspettato, mi terrorizzava a morte. Io piangevo piangevo piangevo. Ero inconsolabile.

Poi i nonni sono partiti e sono stati via tre mesi. E quando passavano gli aerei e sentivo il BUM la mamma mi diceva "guarda che lì sù ci sono i nonni!". E io ho smesso di avere paura. E tutte le volte che sentivo quel rumore correvo alla finestra per cercare di vedere i nonni sull'aereo.

Quella è stata l'unica volta che mia nonna è salita in aereo. Me la immagino che atterrata, appiccia mio nonno al muro e gli dice "io lì sopra mai più!"
Al ritorno hanno presto il transatlantico. 14 giorni di mare, 14 giorni e 14 notti di nave. E io le chiedevo "ma non avevi paura a sapere che eri in mare da 7 giorni e te ne mancavano ancora  altrettanti?" e lei rideva. C'era la discoteca, la piscina, la chiesa, il cinema. Una volta avevano dato da mangiare roba guasta e avevano vomitato tutti (c'erano i sacchetti fuori da tutte le porte). Loro non erano in prima, mica se lo potevano permettere. Quelli di prima avevano la sala ballo più lussuosa, una sera hanno aperto le porte e lei � andata a guardarli. Che vestiti belli!

E la cosa che l'ha impressionata di pi� � stato passare l'equatore, partire con l'estate e arrivare in inverno. La festa fatta in mezzo al mare, passando la linea dell'equatore.
Che strano fare cos� tanta strada abbastanza lentamente da poterla vivere passo passo.

Lei parlava e io immaginavo tutte le storie che si sono solo lette. Ovviamente pensavo anche al titanic, ma prima che affondasse.

Mi ha sempre affascinato il concetto del viaggio... non arrivare in un posto, ma proprio viaggiare.

Sono giorni strani, sia al lavoro che a casa che dentro allo stomaco. Tristezza, rabbia, foga assassina si alternano a ottimismo e speranza. Un'altalena di sentimenti tra i quali ho perso il sonno. E' una settimana che non dormo. Forse il caldo, forse i pensieri.
Ho iniziato a studiare. Studiare la mia condizione medica intendo. Naturalmente non è arrivato, bisogna prendere atto di questa cosa. Diciamo che ho preso atto. Inondo il blog di questa cosa perchè fuori non posso parlarne con nessuno.  Presto i miei sapranno, loro gestiscono la mia assicurazione sanitaria e quindi sapranno. O forse un po' immaginano, visto che è passato un anno e mezzo da quando ho fatto il toxo-test, e hanno smesso di chiedere un nipote.

Volevo un attimo di leggerezza, il racconto di mia nonna mi è piaciuto tantissimo.

Ce la faremo ad andare avanti, a superare il dolore, la rabbia, questa sensazione di vuoto, di inutile, di inferiorita.

Ce la faremo
postato da: Claravu alle ore maggio 19, 2009 13:11 | Link | commenti
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domenica, 10 maggio 2009

Rileggo gli ultimi post e mi sembra doveroso fare una precisazione...

io non sono così.

O meglio, io sono anche così, ma sono anche una persona allegra, tranquilla e sorridente. E non fingo nè qui dentro nè la fuori. Semplicemente quello che dico qui là fuori non lo posso dire, per ovvie ragioni.

tutto qui. Non sono una musona.

postato da: Claravu alle ore maggio 10, 2009 21:54 | Link | commenti (2)
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sabato, 09 maggio 2009

è che mi scopro invidiosa. E mi detesto per questo. Ieri sera in pizzeria: ah, ma lo sai che Tizia è incinta? coltellata.

e anche Sempronia è incinta! altra coltellata

Oggi scambio di battute con una compagna di corso all'inversità, con cui ho condiviso tanto e poi ci siamo perse di vista (o meglio, io la chiamavo, lei non mi ha mai chiamato, ho smesso di chiamarla, lei non mi ha mai chiamato... e dire che andavamo anche in vacanza insieme). Lei era quella che voleva fare carriera, i figli chissà, forse un giorno, ma fra tanto tanto tempo. Ha 30 anni ancora da compiere e ha appena partorito il secondo figlio. Il primo ha quasi 3 anni... o 4? Non me lo ricordo neanche più. Ci aveva preavvertito della festa di compleanno... del primo compleanno del primo figlio intendo. Avevamo anche comprato il regalo. Poi non ci ha più fatto sapere niente, salvo poi scoprire che la festa c'era stata. E il regalo per il bimbo è ancora lì, mica posso buttare un giocattolo nuovo, impacchettato. E tutte le volte che apro l'armadio lo vedo e mi ricordo di che amica stronza ho avuto. Una di quelle che si atteggiava da donna di sinistra salvo poi giudicarmi e condannarmi quando è iniziata la mia relazione con un uomo sposato. Relazione su cui poteva anche concerdermi il beneficio del dubbio. Tantè che siamo ancora qui...

e invece la paura del diverso, il dito accusatore non hanno colore, non hanno fede politica o religiosa.

Mi fa male pensare a lei, mi fa male pensare a quanto la invidio... e mi rendo conto che non ero mai stata invidiosa prima in vita mia. ma io non sono così. io sono sempre stata contenta per le fortune altrui.

Sono... sono...

sono una cacca che cammina.

anzi, mi correggo, sono una cacca che si autocommisera

postato da: Claravu alle ore maggio 09, 2009 11:33 | Link | commenti (3)
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giovedì, 07 maggio 2009

cerco di trovare il lato positivo.

cerco di mettere sempre un piede davanti all'altro, un passo dopo l'altro.

postato da: Claravu alle ore maggio 07, 2009 23:01 | Link | commenti
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mercoledì, 06 maggio 2009
no

Oggi giornata no. Nervosismi, troppo lavoro, anche lui nervoso, distante. la scorsa notte non ho dormito gran chè. E adesso ho un gran peso sul cuore. Odio la tv che uccide tutte le parole. Odio me stessa, così odiosamente remissiva. Inizio anche a comportarmi da capo al lavoro. Non mi piace.

mi viene da piangere.

postato da: Claravu alle ore maggio 06, 2009 21:47 | Link | commenti
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venerdì, 01 maggio 2009

Clara Motociclettara (è il cognome) e Crysis sono ufficialmente promessi sposi e ad autunno, davanti ad un delegato del sindaco, mi auguro vivamente non davanti al sindaco, coroneranno il loro sogno d'amore.

Questa sera, da pc separati, le prime incursioni in internet per cercare di raccapezzarci qualcosa. Il budget non è alto, l'idea del matrimonio "classico" mi fa venire il vomito (fiori, bouquet, tovaglie bianche e nastrini, chi mettere seduto vicino a chi?). Cerchiamo qualcosa di decente senza strafare.

Io sono terrorizzata.

Mille cose mille in testa. I miei parteciperanno economicamente, quindi vorrebbero anche partecipare alla scelta. Io vorrei che la scelta fosse nostra, ma ho comunque bisogno di aiuto. Non so da dove cominciare.

Quanto tempo prima si chiamano gli invitati? Devo mandare per forza le partecipazioni a casa? E le bomboniere? Per forza con i confetti che tanto poi non mangia nessuno e poi le bomboniere vengono nascoste in un angolino a prender polvere? Allora meglio un libro di poesie.

I fiori li devo portare anche in municipio? MA non funziona che il secondo matrimonio dovrebbe essere comunque meno fastoso? Io conto molto su questa cosa. Io non sono mai stata una che si faceva i film sulla cerimonia, non posso semplicemente svegliarmi una mattina con la fede al dito?

E se piove? E se fa freddo? Come ci si veste a ottobre?

E poi a me il pesce non piace, non voglio mangiare il pesce. Ma non voglio neanche cibi strani. Non si potrebbe avere un bel piatto di tortellini in brodo e un manzo arrosto con le patate e il rosmarino?

Ma gli invitati devono/possono venire tutti in campidoglio? e dove cazzo parcheggiano che c'è la zona a traffico limitato?

E mia madre non vorrà mica che la sera prima io dorma a casa sua e lascio Crysyi da solo con la cana... io VOGLIO arrivare insieme a lui e al pupetto.

Ma riusciremo a stare entro i 50 euri a capoccia per il pranzo? mi sa proprio di no.

50x50= 2500

50x70=3500

E il viaggio di nozze? La cana a chi la lasciamo? O andiamo in quel resort della madonna in toscana dove prendono i cani? Ma fa freddo ad ottobre. Ma se uno va in un posto esotico ci sono i monsoni ad ottobre?

Alla prossima con nuovi inquietanti interrogativi...

postato da: Claravu alle ore maggio 01, 2009 23:57 | Link | commenti (8)
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mercoledì, 29 aprile 2009

Ma proprio a mo' di frullino...

eppure doveva essere un bel momento.

postato da: Claravu alle ore aprile 29, 2009 22:23 | Link | commenti (1)
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sabato, 25 aprile 2009

Dove iniziare? Un miscuglio di pensieri, di sensazioni. Probabilmente è anche la stanchezza, ma questa sera ho la lacrima facile. E' il 25 aprile, e per me è una data importante.

Importante per tanti motivi. Intanto è la festa più importante, per me è la festa più sentita. Sono cresciuta con i racconti di mia nonna, partigiana appassionata, comunista, idealista. Una persona speciale, fantastica. Mi manca da morire, anche se è morta 11 anni fa. Allora in questi momentipenso a quando ero bambina, a quei 25 aprile. Mi manca la mia cittadina, piccola, piatta e noiosa, ma è la mia. Mi mancano i pioppi che a primavera impiastricciavano tutte le macchine. Mi mancano i viali alberati, e ad ogni albero una bandiera italiana, di carta, attaccata con lo scotch, e la scritta nera "25 aprile, festa della liberazione". Mi manca vedere mia nonna il sabato mattina, nella sua grande cucina, che con la sigaretta in mano leggeva l'Unità, mi mancano i suoi racconti. Certo quando sento cosa dicono i politici adesso penso che forse è meglio che sia morta prima di vedere questo sfascio culturale.

Forse mi farò la tessera dell'anpi.

In tutto questo sturm und drang di passioni oggi eravamo alla cresima di un nipote, in una esclusivissima scuola privata, quelle che venono frequentate dai figli della gente che vale, industriali, super ricconi. Insomma, non solo ero in chiesa, ma perdipiù in un vero posto di merda. Questa cosa mi ha tolto la serenità per diversi giorni. Ma è andata, meno male. E il pranzo è stato piacevole, la giornata era tiepida e il biondo tevere ci ha guardato mangiare.

Ma lo sturm und drang continuava, e come sono arrivata a casa ho chiamato la mia più cara amica, quella che conosco da 28 anni, quella che anche se ci sentiamo poco c'è sempre un filo che ci lega. Era da tanti mesi che non ci sentivamo, ma volevo chiamarla per darle una buona notizia, e allora aspettavo aspettavo. Oggi mi sono stancata di aspettare, mi mancava troppo. Le ho detto che entro l'anno magari ci riusciamo davvero a sposarci e lei era contenta. E allora le ho chiesto di farmi da testimone. E come due sceme parlavamo e ci tremava la voce a tutte e due.

Boh, adesso piango. Per tanti motivi e per nessuno in particolare.

però mi sa che non posso farmi la tessera dell'anpi. Però mi sarebbe piaciuto.

postato da: Claravu alle ore aprile 25, 2009 21:42 | Link | commenti (2)
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